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Articoli / Famiglia

Figli collocati presso genitori diversi: chi paga il mantenimento

Di Avv. Giorgio Pina. Aggiornato al 25 settembre 2026. 2 min di lettura.

Figli collocati presso genitori diversi e contributo al mantenimento

Quando, dopo la separazione, un figlio vive prevalentemente con la madre e l’altro con il padre, come devono essere ripartite le spese? Il genitore che guadagna di più deve essere l’unico a versare un assegno, anche se sostiene direttamente il mantenimento di uno dei figli?

La questione è stata affrontata dalla Corte d’appello di Messina in una controversia seguita dal nostro Studio. Il provvedimento del Tribunale aveva collocato un figlio presso la madre e la figlia presso il padre, ma aveva previsto soltanto a carico del padre un assegno per il figlio collocato presso la madre, senza stabilire un corrispondente contributo materno per la figlia che viveva con lui.

Il mantenimento riguarda ciascun figlio

Nel reclamo è stata posta alla Corte una domanda concreta, ossia valutare anche le esigenze della figlia collocata presso il padre e il contributo che la madre poteva offrire al suo mantenimento.

La Corte ha accolto questa parte del reclamo. Ha disposto che la madre versi 150 euro mensili per la figlia, oltre al 25% delle sue spese straordinarie, integrando così il provvedimento del Tribunale.

Il principio applicato è quello della contribuzione proporzionale, previsto dall’art. 337-ter del codice civile. Entrambi i genitori devono concorrere al mantenimento dei figli secondo le proprie risorse. Per determinare l’eventuale assegno il giudice considera le esigenze del singolo figlio, il tenore di vita goduto durante la convivenza, i tempi di permanenza presso ciascun genitore e il valore economico delle attività di cura.

La diversa capacità economica dei genitori può dunque giustificare importi differenti. Non giustifica, da sola, che le esigenze del figlio collocato presso il genitore con il reddito maggiore restino prive di una specifica valutazione.

Le spese straordinarie non si dividono sempre a metà

La Corte ha applicato la proporzionalità anche alle spese straordinarie, fissando il contributo della madre al 25% e tenendo conto delle risorse e delle capacità economiche emerse dagli atti.

Il riparto in parti uguali, quindi, non è automatico. La percentuale va valutata nel caso concreto, perché una divisione al 50% può risultare inadeguata quando le condizioni economiche dei genitori sono diverse.

Cosa insegna il caso

Il collocamento dei figli presso genitori diversi richiede una valutazione attenta della situazione di ciascun figlio e degli oneri concretamente sostenuti da ciascun genitore. Redditi, esigenze dei figli e lavoro di cura vanno esaminati insieme, perché non basta guardare a chi percepisce lo stipendio più alto.

Nel caso esaminato si tratta di provvedimenti provvisori adottati durante il giudizio di separazione. Gli importi stabiliti dalla Corte dipendono dalle circostanze accertate in quel procedimento e non costituiscono una misura applicabile automaticamente ad altre famiglie.

Riferimento: Corte d’appello di Messina, Prima Sezione Civile, ordinanza del 6 febbraio 2026.

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Questo articolo ha finalità informativa e non sostituisce l'esame del caso concreto. Per verificare subito la scadenza puoi usare il calcolatore dei termini.